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    November 09

    Miyuko’s song - (7)

    Le mie mani odorano ancora di limoni.

    I miei capelli odorano ancora di fumo, non so quanto, delle mie sigarette.

    Fuori piove, ed io sono l’unica persona qui, sotto un minuscolo pergolato, che se ne sta ad ascoltare musica in lontananza.

    Da quanto fa freddo, potresti affettarmi i piedi e non me n’accorgerei.

    Accendo ancora una sigaretta, solo per vedere la cenere diventare nera. Solo per veder sparire il suo fuoco rosso.

    Ti giuro, mi fa male vederti li.

    E’ come se il mio cuore si fosse staccato e fosse sprofondato nell’oblio.

    Stasera, ho sentito un solo ed inconfondibile crack.

    Mi stringo nel cappotto, ma le fibre leggermente cotonate si appiccicano alle mie mani.

    Ora anche il cappotto odora di limoni.

    Faccio un ultimo tiro e vado. Mi avvio sotto la pioggia e sento il tuo profumo scivolare via.

    Sento le gocce cadermi in testa ed i capelli che mi si attaccano al viso.

    Cammino svelta, tento di allontanarmi di più da te e dalla tua musica inondante.

    Passo dopo passo, penso al calore delle tue mani che più volte ha sfiorato le mie.

    Goccia dopo goccia, mi sento morire ed il mio cuore si spezza in frammenti di vetro.

    Pozza dopo pozza, come unica traccia, solo la cenere rossa che diventa nera.

    Mi viene da piangere!

    Butto la testa indietro e mi fermo, solo per respirare un attimo.

    Solo per la condensa del mio respiro per ricordarmi che fa freddo.

    Mi tremano le mani.

    Mi accovaccio e tiro fuori una mano di tasca.

    Le mie dita sono diventate rosse e, sul palmo, si è appiccicato un po’ di laniccio nero.

    Ho freddo al collo. Cavolo, la mia sciarpa!

    L’ho lasciata lì da te.

    Accidenti. Accidenti accidenti. Un’ora di fuga programmata e cosa faccio?

    Ti lascio una parte di me tanto per farti capire che sono andata via. ?.

    Sono proprio una scema. Spero che ti ricorderai di me come una scema.

    Come una di quelle ragazze che quando le guardi non riescono a parlare.

    Come una delle tante ragazze che quando guardano i tuoi occhi neri si sentono svenire.

    Sento caldo.

    Tranquillo, basta poco per farmi ricordare che fa freddo.

    I miei capelli umidi.

    O le tue mani che non terranno più le mie.

    Mi sento veramente uno schifo ma, sono convinta di quello che sto facendo. Di quello che ti ho appena fatto.

    Se non l’hai ancora capito, ti sto lasciando da solo.

    Non mi avrai più accanto a te, quando ti sentirai male. Non mi sentirai ridere, quando ti verrà in mente una barzelletta.

    Non mi sentirai più dire “ ti amo ”, neanche nei tuoi pensieri.

    Ti Amo.

    Però me ne vado. Stanotte.

    Stanotte ho deciso di andarmene. Con la pioggia che mi ha resa di ghiaccio.

    Con la pioggia che ti farà piangere appena vedrai la mia sciarpa sul tavolo.

    Rincorrimi e cercami, amore!

    Dammi un'ultimo e unico disperato motivo per restare qui.

    Spero che tu apra la porta, con la mia sciarpa stretta nel pugno, e che tu sporga una mano fuori.

    A quel punto, ogni goccia di pioggia, come acido, ti farà bruciare la pelle.

    E anche tu sentirai freddo.

     

    Mi alzo e mi stiro le gambe.

    Rannicchiarsi sotto la pioggia, con una mano su naso e bocca a piangere e respirare l’ultimo alito di limoni, non è la cosa più intelligente da fare.

    Riprendo a camminare.

    Cammino svelta tentando di centrare ogni pozza solo per vedere come lo splash dei miei tacchi rimbalza sui miei stivaletti di camoscio.

    Addio.

    Ti prego, sii arrabbiato con me. Odiami e non pensarmi mai più.

    Io, invece, ti penserò spesso.

    Sei stata l’unica luce nella mia vita.

    L’ultimo sballo, prima di tornare alla realtà.

    Ma adesso mi fanno male le gambe a furia di ballare. A forza di starti dietro mi fanno male anche le dita dei piedi.

    Mi fermo all’incrocio, qui al semaforo del passaggio pedonale.

    Manca poco alla mia macchina.

    Guardo l’orologio ed è già l’una.

    A quest’ ora starai già correndo sotto la pioggia alla ricerca di me.

    Purtroppo, amore, ho fatto troppa strada e prima che tu possa raggiungermi io sarò già svanita.

    In ogni caso è meglio affrettarsi. Non si sa mai.

    Tanto da qui non passa nessuno.

    Passo dopo passo, centro ogni striscia bianca fino a che una luce, veloce, non compare all’orizzonte.

    Sento ancora la tua musica in lontananza.

    Auguri amore. Buon natale amore. Felice anno nuovo amore. Buona pasqua amore.

    Congratulazioni per la tua laurea amore.

    Ti dico tutto adesso così, quando servirà ed io non ci sarò, non ne sentirai la mancanza.

     

    Mi piace quella luce che veloce corre lungo la strada bagnata.

    La pioggia è tremenda in queste situazioni. Ti fa pensare alle cose più strane.

    Ti fa sperare nelle cose più strane.

    Vorrei un contatto.

    Un unico piccolo devastante contatto tra me e quella luce che diventa sempre più forte e sfolgorante.

    Così, per poter rimanere qui con te ancora un po’.

    Così, per farmi trovare da te distesa e ricoperta dal mio colore preferito.

     

    Supero il passaggio pedonale e, centrando l’ultima pozza, svolto per dirigermi lì dove finisce tutto.

    Ho parcheggiato dietro l’angolo.

    Ha quasi smesso di piovere.

    Sblocco l’antifurto che, come al solito mi regala il suo allegro bip*.

    Apro la portiera ed entro in macchina.

    Mi distendo solo per un secondo poi, come per rincorrere il tempo che ho lasciato stupidamente fuggire, chiudo la portiera con un tonfo.

     

    Amore ora, mentre giro la chiave ed il motore si accende.

    Ora, mentre parte il riscaldamento e mi si appannano gli occhi ed i finestrini.

    Amore, ora mentre faccio manovra e definitivamente ( tra noi ) finisce tutto.

    Ora e solo ora, posso dire di averti amato con tutto il mio cuore.

    Amore, ora che mene vado so che t’amerò per tutta la vita.

    Frizione, acceleratore e via.

    Comments (2)

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    Chanwrote:
    Secondo te, perchè non ho fatto il corso x la patente °ç°?
    Nov. 11
    Veramente è prima frizione poi accelleratore ( Io in macchina con te non ci vengo >.< ) Bel parto chan.. anche se comincio a pensare che più che racconti tu scriva le sceneggiature di Nana.
    Nov. 9

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