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11月9日 Miyuko's Song - (1)Ti giuro, non credevo potesse capitare così... Ora... Così presto.
Sembra ieri, solo ieri eravamo seduti sull'argine e ridevamo.
"Miyuko! Raccontami com'è il Giappone!"
"Ma te ne parlo sempre! E smettila di chiamarmi Miyuko, chiamami con il mio vero nome! Così è imbarazzante!"
"Yuji? Ma fa tanto caramella gommosa! Non è per niente figo!"
"Ca-caramella gommosa?! Certo che ne hai di fantasia! Sei tutta pazza tu..."
"HiHi! Però, daiii, raccontami com'è il Giappone!!!"
"E va bene. Il Giappone è..."
Bello, Triste, Colorato, Rumoroso, A-wa-re... Emozionante. E poi? Cosa te ne sei fatta di tutte queste parole? Non sono servite a salvarti. E nemmeno loro si sono salvate. Non sò davvero come descriverlo, ieri. Avrei così tante cose da dire, parlare di quanto ti amavo. Di quanto ti amo. Fa male piccola mia.
Non avrei mai pensato di provare un dolore così forte. Credevo di essere forte. Io, il tuo Yuji, la tua caramella gommosa. Credevo di essere forte. Ho sempre tentato di non essere scosì schifosamente mieloso, ed ora sono esploso. Mi manchi cavolo. Mi manchi da morire. Mi mancha quella tua risata scomposta, quel tuo agitare le mani in aria mentre parli, tutta presa, delle tue cose. Ed ora? Cos'è rimasto? Un guscio vuoto dallo sguardo languido.
No, no, no. Lo sò che è colpa mia, lo sò. Ti ho sempre lasciata in balia del vento, ti ho sempre considerata più forte di me. Non eri forte, e me ne rendo conto solo ora. Solo ora capisco che non giocavi. Non hai mai scherzato con me, sei sempre stata maledettamente seria, tu.
Ricordo quando squillò il telefono all'una di notte. Era l'una di notte del nostro quinto mese, lo ricordo bene.
"Pronto...?" Risposi io assonnato.
"Amore..." Avevi la voce pesante, come chi ha appena smesso di piangere affannosamente.
"More, che c'è? E' l'una... Stavo dormendo...!"
Cambiando totalmente tono rispondesti con una risata agghiacciante.
"Hihi, hai ragione. Scusami. E' che..." Tornò il tono triste che avevi prima.
"E' successo qualcosa?"
"No. E' che... Sono stanca."
Sussultai.
"Come sei stanca? Di... Di..."
Sospirai, tentando di raccogliere le parole. Dio mio quanta paura avevo nel pronunciarle!
"Sei stanca di n-noi?" Cercando di assumere un tono tranquillo.
"Cosa?! Ma sei scemo?" Rispondesti tu, agitatissima.
"Come hai potuto solo pensare una cosa simile?! Dovrei offendermi per questo! Ma non lo farò, hihi."
"Pfiui, meno male. Allora, se non è questo, cos'è?"
"No, niente di che... E' solo che..."
"Su, dimmi, per favore. Sennò non riesco più a prendere sonno!"
"E' che, voglio morire."
"EH?! Ma che dici? Stai scherzando vero?" Non capivo.
Sospirasti pesantemente.
"Si amore. Scherzavo. Scusa se ti ho turbato il sonno, hihi!"
La voce tranquilla riesce molto meglio a te, non è vero?
Se solo non avessi visto! Se solo non ci fossi stato io dall'altra parte! Avrei preferito darti buca, quel giorno. Sarebbe stato un quinto-mese-in-ritardo perfetto.
Dall'altra parte della strada mi salutavi, agitando la mano come sempre. Ero così felice! Finalmente avrei visto i tuoi eh? Dici, tanto li hai visti lostesso.
Si li ho visti. E, in che bellissima occasione.
Poi, mentre sorridevi radiosaesplendente, è arrivato lui. Quel pazzo schifoso, lurido bastardo. Chissà a quanto andava con quell'odiosa, sudicia automobile.
In meno di un secondo bum, ti ha presa in pieno facendoti fare un volo sull'asfalto.
Non curante delle altre macchine, mi sono gettato in strada. In mezzo al tuo sangue.
Poi è arrivata l'ambulaza, d'urgenza in ospedale e tutta la notte a lottare tra la vita e la morte.
Adesso, cazzo, adesso sei viva? Ti senti viva così o non ti senti proprio?
Davanti alla tua porta bianca, nella tua stanza diventata bianca e spoglia, non riesco ad entrarci.
Li, proprio li dove abbiamo fatto l'amore la prima volta, in mezzo a tutte quelle candele. Le foto, i cuscini e le tende tutte colorate...
Non riesco ad entrare. No. Non con te che rispondi al mio "Buon giorno Amore!" dicendo "Ciao, tu chi sei?", aspetti solo un secondo e poi ritorni a guardare un punto infinito fuori dalla finestra. Quel tuo sorriso e quello sguardo vuoto... No, non li reggo più.
Oggi sono otto mesi, amore. Oggi, ti prego, ricordati. Risvegliati. Stappati dal braccio quella flebo di liquido verdastro e corrimi incontro.
Cazzo sorridimi, parlami, ascoltami, amami. Non reggo più senza te. Perchè così, è come se non ci fossi.
E sono ancora qui, davanti alla tua porta bianca con otto rose rosse. Otto rose rosse e cinque mesi di ricordi e 5760 ore d'emozioni belle e brutte e 5184000 secondi di lacrime.
Ma... Ti amo. Da morire. Ora non mancherò più, sarò qui quando ti ricorderai. Sarò qui quando rincomincerai a vivere. Vivremo insieme. Ti farò felice, vedrai. Sarò solo tuo e non ti lascerò mai. Giuro. Ma adesso... Basta ricordi! E' arrivato il momento di darti le mie rose, amore. Buon mesiversario!
Adesso... Adesso apro la tua porta bianca.
Adesso entro nella tua stanza.
"Ciao, tu chi sei?"
Ci sei tu ci sei tu ci sei tu ci sei tu
ti amo ti amo ti amo ti amo,
non ti lascio sono qui
svegliati
sono qui
non ti lascio.
Ti amo, solo io.
Ora dopo prima
sempre.
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