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March 04 Un-Real Half (Oblivious) DreamC'è qualcosa che comprime i miei pensieri. Non riesco a ragionare con lucidità. Ormai, dopo averti perso, tutto scorre lento.
Camminiamo sempre in fila per tre e a braccietto, fregandocene altamente di quello che può pensare questa gente dalla mentalità ridotta.
Tutto sommato, sono bei giorni, ma rimane sempre un'alone di cemento che ci schiaccia i pensieri, non ci fa respirare. E' tremendamente stressante vivere qui.
Non solo per il tenore di vita altissimo, ma anche per le aspettative che chi hai intorno ti rivolge. Fortunatamente lavoriamo e abitiamo tutti e tre insieme. Ci sosteniamo in ogni momento della giornata... Anche se, ultimamente, ci stiamo prendendo più spazi in solitudine.
Siamo stati fortunati. Tento sempre di rassicurarmi con questa frase. Letteralmente fuggiti dal passato, ci siamo rifugiati nel paese dei nostri sogni. Ed ora facciamo tutto ciò a cui ambivamo due o tre anni fa. Grazie a Miyuko abbiamo trovato un buon appartamento. Lei chi ha dato lezioni di grammatica e scrittura. Non è stato affatto facile, ma nel giro di due mesi parlavamo, scrivevamo e ci comportavamo come se fossimo nati li.
"Ah, vedi che da qui si fa prima ad arrivare? In dieci minuti siamo soto gli studi!" disse Are
"E abbiamo anche avuto tempo di fare colazione!" gonogolò Nori
"Ciò non toglie che siamo sempre, costantemente, in ritardo!" li ripresi io.
Nessuno dei tre aveva voglia di lavorare quella mattina. Faceva un freddo cane, stava per nevicare e... E poi era Lunedì! Già me li vedevo, i miei colleghi, salire le scale assonnati verso i rispettivi "posti di battaglia". Uno spettacolo che vi consiglio sinceramente quando siete depressi.
"Bè" continuò Nori avanzando a piccoli salti "Chi arriva ultimo si mangia tre onigiri con le prugne!"
Ridendo, corremmo verso l'entrata.
Ansimanti e carichi d'energia, ci togliemmo i cappotti avviandoci verso i camerini.
Odio essere truccata! Ti mettono strati su strati di cipria e fondotinta. Io e Nori, ogni sera, sudiamo sette camice per togliere tutta quella roba! Per non parlare di Are... Povero ragazzo! E' l'unico momento della giornata in cui lo senti imprecare e sparare parolacce a raffica.
Però... Ne vale veramente la pena. Entrare in quella sala colorata, i vestiti, i sorrisi dei ragazzi... Adoro ballare quelle canzoncine. E' semplicemente gratificante far sorridere qualcuno. Sapere che, se sei triste, puoi sempre ZAP! cambiare canale e ci trovi li. Sorridenti.
Oltre a condurre Good Morning Tokyo, doppiamo anime e bazzichiamo qua e la per le case discografiche. Nel tempo libero disegnamo, ci cuciamo i nostri vestiti, e suoniamo in un pub ( oltre a tutti gli altri lavoretti saltuari che sbrighiamo a destra e a manca per la città). Non ci riconosce mai nessuno.
Ran-Chan's Ribbon. Lo zio Ran ci fa fare di tutto. Li facciamo i camerieri, musicisti, cassieri... Tutto. Da sempre ci siamo rifiutati di farci pagare. Quel locale stà letteralmente cadendo a pezzi. Incassato com'è tra negozi splendenti e ristoranti pieni di vita, sembra quasi il fantasma del quartiere.
Ran, è lo zio - da parte di madre- di Miyuko. E' gay, anche se a prima vista non si direbbe affatto. E' alto e snello, con capelli scuri e occhi verdi. Veste in modo molto naturale: jeans e camicia. E' davvero un bell'uomo. Ma più di tutto un caro amico.
E' stato Hiroshi - il fratello monore di Miyuko- a parlarcene, la prima volta.
Ricordo che eravamo seduti ad un bar. Discutevamo su come unire i nostri strumenti... Volevamo creare una band.
"Magari, lo zio ci potrebbe dare una mano. Con questa idea, intendo." Disse Hiroshi sorseggiando un milk shake.
"Di che zio parli?" chiese subito Are
"Lascia stare A-kun" li fermò Miyuko, senza alzare lo sguardo dalla rivista che stava leggendo. "Lui non va bene. Lo sai come la pensa mamma."
"Bè, puoi sempre dire che è colpa nostra no?" dissi io addentando un biscotto " Dopo tutto, siamo noi gli stranieri!"
Scoppiammo a ridere.
Quando ci presentarono, la reazione di Ran-San fu decisamente inaspettata:
"Cosa sono tutte queste formalità!" Ci gridò concitato " Non ho mica novant'anni, io! Sono giovane, bello e single! Su con la vita, Mocciosetti! Volete un posto dove suonare? Eccovelo. Dovete mettervi in coda però: ho già due band tra ratti e lanicci, che mi pregano insistenatemente per farsi assumere!"
"Chan! Chan, ci sei?" disse una voce.
"Uh? Si, si, scusate! Stavo ripassando le battute!"
"Si, come no" disse Nori " Tanto lo sappiamo che pensi alla pausa pranzo!"
Risero tutti.
Troppo o troppo poco?
Giusto o sbagliato?
Non ho voglia di vivere in un sogno assurdo e nemmeno nella realtà.
Che ne dici, ti va di scappare con me?
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