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~ Chan ~Ciò che mi accompagna, ora sa solo di te. |
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November 11 Miyuko's Song - (8)Questa volta, parlerò di me.
Di come si può cambiare idea.
Di come i brividi ti abbraccino quando meno tel'aspetti.
Sarà stato... Boh, che ne sò... Novembre.
Si, ecco. Novembre.
Le foglie gialle che si appiccicano all'asfalto e alle scarpe.
Il freddo e la pioggia che ti fan venir voglia di ascoltare musica triste in treno.
Un arobaleno dietro la collina. Aldilà dell'argine. Dietro casa mia.
Due giorni prima di vedere i tuoi occhi scuri per la prima volta.
Due giorni prima di accarezzare il tuo viso ed i tuoi capelli.
Altri due giorni e t'avrei visto.
Non mel'aspettavo. Non lo sapevo.
E come avrei potuto?
Ti sei deciso a chiamarmi solo quel pomeriggio.
Quello con l'arcobaleno dietro l'argine.
"Pronto?"
"Ciao! Sono io!"
"Io chi?"
"Dai, non prendermi in giro. Sennò mi dimentico quello che devo dirti e c'ho pochi soldi!"
"Ok, ok. Muoviti allora."
Si. Quello fu il primo brivido, in quei due giorni.
Non ero agitata ne sconvolta, ne felice ne ansiosa. E nemmeno morivo dalla voglia di vederti.
Sotto ghiaccio. Anzi, sotto vento.
"Che? Una festa d'addio? E dove te ne vai?"
"Vado a vivere in Giappone."
Dopo così poco tempo. Credevo scherzassi.
Pensai ad una candid camera, uno scherzo di cattivo gusto. Cattivissimo.
Sbiancai.
"Ah."
"Che c'è, non sei contenta per me? Guarda che è un giorno importante!"
"No,no. Cioè si, certo che sono contenta! Lo sognavi da una vita!
E' proprio il tuo sogno che s'avvera!"
"Già."
Alle otto. Alle otto davanti al solito pub.
Quello delle uscite alle superiori.
Quello davanti alla stazione.
O lì vicino. Non mi ricordo bene. Saranno due anni che non ci vado.
Saranno due anni che non ti vedo.
Chiudo il telefono e mi siedo.
Mancano due giorni.
Tra due giorni ti vedrò per la prima volta. Da due anni.
Però... Tra due giorni sarà anche l'ultima volta che ti vedrò.
Vai in Giappone con Miyuko, tu.
Miyuko. Come sarà adesso, Miyuko?
Quando eravamo in classe insieme aveva i capelli corti e neri.
Gli occhi sempre lucidi.
Pendenti,bracciali, collane e orecchini in fimo che le uscivano da tutte le parti. Anche dalle mutande.
Ricordo che si vestiva leggera anche d'inverno. Ricordo che qui aveva sempre caldo.
Mentre io me ne stavo rannicchiata tra cento coperte e mille maglioni.
Tra due giorni sarà la vostra festa d'addio.
E non posso fare a meno di pensare che un giorno vi sposerete.
Voi, gli amici inseparabili.
Voi, quelli che, con me, avevano giurato di non innamorarsi mai l'uno dell'altra. O viceversa.
Pensavamo all'amicizia, noi. Che cosa cretina.
E poi, io, sono sempre stata quella fidanzata.
Anche due anni fa, quando mi sono lasciata. Per te ero sempre quella fidanzata.
Bè, che posso farci.
Che posso dirti? Niente, a parte che mi sento sollevata.
Per me sarà più facile dimenticarti.
~
Per me non è facile decidere come apparire. Come apparirTI.
Poi, sai, degli altri non m'è mai fregato niente.
Ci sei sempre stato tu. Anche quando ero fidanzata.
"Almeno tu, l'amore l'hai trovato!" mi dicevi sempre.
"Io, invece, annaspo in un mare di catrame che mi si appiccica anche ai pensieri"
Era a quel punto che arrivava Miyuko.
"Sono sicura che, un giorno, la persona giusta riuscirai a trovarla."
E due ore di discussioni filosofiche se ne andavano con un suo sorriso.
Lei, ed il suo stramaledetto sorriso giapponese.
Lei con il suo sharm, e le sue movenze delicate.
La sua voce pacata e le sue tradizioni.
Ma a desso non importa più.
Voi ve ne andate ed io resto qui.
Indietro, come sempre.
~
Ti vidi in lontananza. Maglia viola e camicia a quadri. cappotto nero e cappuccio con la pelliccia.
Si. decisamente nel tuo stile.
Agitavi la mano con fare sconnesso.
Mi sei corso incontro. E la condensa del tuo respiro che si faceva sempre più vicina.
Ecco. ORA sono agitata. Felice ed ansiosa.
Sono due anni che non ti vedo...
"Ciao..."
La corsa ha reso il tuo respiro pesante. Ti pieghi ed appoggi le mani sulle tue ginocchia.
Io faccio un passo indietro, per farti respirare. Per vederti respirare.
"Ciao!"
Alzi la testa verso di me ed il cuore comincia a battermi forte.
Con le mie mani gelide, ti sposto i capelli che ti sono caduti sugli ochi.
Con uno scatto ti alzi e scuoti la testa, riportandoli nel punto di prima.
Aaah. E' un ciuffo.
Rido tra me e me.
Tu, con un'altro scatto, m'abbracci.
"Mi sei mancata."
Neanche il tempo di rispondere ed arriva Miyuko.
"CI sei mancata!"
Ovvio. Naturale. Calcolato.
Un abbraccio a tre. Non è comodissimo ma mi rilasso lostesso.
Mi sembra d'essere tornata indietro.
"Vieni" m'hai detto.
E delicatamente m'hai preso la mano come se fosse la cosa più normale del mondo.
Anche Miyuko. Legati. Noi tre. Come una volta.
Il posto non è il massimo ma mi piace.
E' caldo. E, anche se non c'è quasi più niente da mangiare si stà bene.
Spiluzzico due patatine e mi guardo intorno.
Certo che ne hai conosciuta di gente, in questi due anni.
"Bè," sbuchi fuori dal nulla "com'è vivere da soli?"
"Niente di che. Ma almeno non hai nessuno che ti rompe le scatole!"
"Haha. Vero. Beata te. Io vivo ancora con i miei. Ma ancora per poco, vero Miyu?"
"Già"
La sua voce non è cambiata per niente.
"Alex, guarda. Sono arrivati altri invitati."
"Scusaci un secondo eh! Torniamo subito!"
Prendo anche dei pop corn e comincio a girare per la sala.
Faccio amicizia, chiacchiero un pò qua e là.
Ho conosciuto una certa Maria. O Sofia.
Inzomma, una che m'ha fatto pensare a come ad un genitore possa venir in mente di dare alla propria figlia un nome così stantio.
Solo dopo mi sono ricordata che siamo NOI, la vecchia generazione.
"Andiamo fuori? Vorrei fumare, se non ti scoccia. Sai, se l'unica persona simpatica in questa sala. Vorrei continuare a parlare con te."
"Ma ti pare, è lo stesso per me." A parte il tuo nome. Quando lo pronuncio mi sembra di masticare muffa.
Uscimmo.
L'avessi mai fatto.
Non tanto per il freddo, ma per quello che vidi.
Miyu non c'era.
In compenso c'era un sacco d'altra gente.
Ti reggevano. C'eri ma non c'eri.
"Cazzo" esclama Maria. O Sofia.
Le corro dietro.
Ti schiaffeggiano e un pò ti riprendi.
"Oh, dove sono?"
"E' tutto a posto Alex. Ora andiamoci a sedere."
"NO. NONONONO: Stò bene. Si, si. Stò bene non mi toccate eh!"
Ti rialzi e barcolli.
"Torniamo dentro." Mi dice Maria "E' meglio se ci stanno loro."
Annuisco.
Riprendiamo a parlare. Di me. Di lei. Di te.
Di cosa ne pensiamo del tuo viaggio in Giappone.
Ci sediamo su un tavolo rivestito di stoffa nera.
"Fraaaaaaaaaa! Chi è FRA?!"
Una ragazza urla e mi chiama.
"Sono io." dico piano.
"SONO IO!" Urlo con più coraggio.
La ragazza mi si avvicina.
"Alex ti vuole. Dice che non si muove se non ci sei te."
Un brivido. Un battito. Felice? No, per niente. Più che altro spaventata.
"Va bene." Scendo dal tavolo e mi avvio.
La ragazza sconosciuta mi porterà da te.
Ti vidi appoggiato al muro, con fare instabile.
"Eccola" ti dicono.
Stò ancora pensando ad uno scherzo.
"Sono qui."
Bisbiglio e tu mi sfiori la mano.
Un altro brivido. Un altro battito.
Ti sposto ancora una volta i capelli dal viso.
Alzi lo sguardo e mi guardi con due occhi acquosi.
Fai per prendermi la mano e per poco non cadi.
Ti tirano dinuovo su, attaccato al muro.
Tra le luci ed il freddo della notte, te ne stai lì. Ce ne stiamo qui.
Siamo tutti ad aspettare che tu ti risvegli dal tuo strano sonno.
Da dietro, mi passano del caffè.
"Digli di berlo" mi dicono in un orecchio.
"Bevi Alex. Ti farà bene."
Appoggi le labbra al bicchiere ma sputi subito.
"Scotta" ti lamenti. E barcolli.
Da dietro, tra lamentele e strane cure fatte a caso, ti staccano dal muro e sparisci per un pò.
Fino a che non mi sento di nuovo chiamare.
Perchè mi cerchi?
Perchè, dopo due anni, mi chiami con voce lamentosa che mi fa tremare il cuore?
Perchè?
Bè, chissene. Corro da te e poi ci ripenserò.
~
Non è stato facile ma, qualche anima buona, è riuscita a farti vomitare.
Adesso sei solo un pò stordito.
Sempre meglio che da sobrio, intendiamoci.
Torniamo dentro, nella sala, ed accendono lo stereo.
Vuoi ballare? Con me?
Mi chiami ed io corro.
Mi sfiori le dita e sento la tua pelle morbida e ruvida.
Sarà per il freddo. Sarà che mi sei mancato.
Balliamo da soli per un pò. Se barcollare e tentare di farti restare in piedi si può chiamare ballare.
Balli di gruppo.
Le tue movenze sconnesse mi fanno sorridere.
Ora siamo in tanti. Balliamo insieme, ridiamo e giochiamo un pò.
Ti ringrazio per questa serata. Anche se non ti ricorderai di niente.
"Balliamo in cerchio!"
Lo dici e mi chiami.
"Fraaaaaaa"
Ti porgo la mano e la stringi con delicatezza.
Cominciamo a girare e ad aprirci e chuiderci come un fiore.
Poi, a spezzare l'incantesimo, ti portano via.
Quella ragazza che prima mi ha accompagnata da te ora, ti ha portato via.
Ti stringe a se. E' innamorata. Si vede.
Prendo un pò di salatini e, sgranocchiando, mi siedo.
Dopo un pò, vedo Sofia che si mette il cappotto.
"Vai via?" le dico.
"Si, per me è tardi"
"Forse dovrei anch'io. Domani lavoro."
"Già. Si ritorna alla realtà."
Poi, come un sussulto, una scossa o un conato di vomito.
"Ma Miyuko?"
"Miyuko? Chi? La cinese?"
"E' GIAPPONESE. Comunque si, lei. Sai dov'è?"
"Sen'è andata via un paio d'ore fa. Prima che Giu partisse, credo."
"Ah."
"Bè, io vado. Ci si vede in giro!"
"Mh."
Adesso ci sei tu, steso su quel tavolo rivestito di stoffa nera.
Non sò se dormi. Non importa.
Per me è già tardi. Devo andare, davvero.
Inoltre, fuori, ha cominciato a piovere.
Prima di uscire, ti accarezzo il viso. E sposto ancora dai tuoi occhi i tuoi capelli neri.
Tu, sorridi e sospiri.
"Fra...a." Mi chiami per l'ultima volta.
Fai buon viaggio. Ti ringrazio per questa serata anche se, con molta probabilità, non ricorderai quasi nulla.
Spero davvero che tu possa realizzare il tuo sogno. Con o senza Miyuko.
Io? Il mio si è appena concluso.
In futuro, spero di ricordare questa tua festa d'addio.
Spero di ricordarla anche per te. La tua voce che mi chiama e il mio cuore che batte.
Spero di poter ricordare quant'è stato tristemente romantico quando le nostre mani si sono avvicinate. solo per ballare in cerchio.
Così, potrò dire d'aver amato un disegnatore di fumetti.
Chiudo la porta e la sala mi sembra così lontana. La musica si sente, ma il calore sen'è già andato.
In un attimo, le mie mani sono tornate fredde.
Meno male che è rimasta la sensazione delle tue dita sulla mia pelle.
Guarda. Nevica.
Sospirando, ti auguro un Buon Giappone. November 09 Miyuko’s song - (7)Le mie mani odorano ancora di limoni. I miei capelli odorano ancora di fumo, non so quanto, delle mie sigarette. Fuori piove, ed io sono l’unica persona qui, sotto un minuscolo pergolato, che se ne sta ad ascoltare musica in lontananza. Da quanto fa freddo, potresti affettarmi i piedi e non me n’accorgerei. Accendo ancora una sigaretta, solo per vedere la cenere diventare nera. Solo per veder sparire il suo fuoco rosso. Ti giuro, mi fa male vederti li. E’ come se il mio cuore si fosse staccato e fosse sprofondato nell’oblio. Stasera, ho sentito un solo ed inconfondibile crack. Mi stringo nel cappotto, ma le fibre leggermente cotonate si appiccicano alle mie mani. Ora anche il cappotto odora di limoni. Faccio un ultimo tiro e vado. Mi avvio sotto la pioggia e sento il tuo profumo scivolare via. Sento le gocce cadermi in testa ed i capelli che mi si attaccano al viso. Cammino svelta, tento di allontanarmi di più da te e dalla tua musica inondante. Passo dopo passo, penso al calore delle tue mani che più volte ha sfiorato le mie. Goccia dopo goccia, mi sento morire ed il mio cuore si spezza in frammenti di vetro. Pozza dopo pozza, come unica traccia, solo la cenere rossa che diventa nera. Mi viene da piangere! Butto la testa indietro e mi fermo, solo per respirare un attimo. Solo per la condensa del mio respiro per ricordarmi che fa freddo. Mi tremano le mani. Mi accovaccio e tiro fuori una mano di tasca. Le mie dita sono diventate rosse e, sul palmo, si è appiccicato un po’ di laniccio nero. Ho freddo al collo. Cavolo, la mia sciarpa! L’ho lasciata lì da te. Accidenti. Accidenti accidenti. Un’ora di fuga programmata e cosa faccio? Ti lascio una parte di me tanto per farti capire che sono andata via. ?. Sono proprio una scema. Spero che ti ricorderai di me come una scema. Come una di quelle ragazze che quando le guardi non riescono a parlare. Come una delle tante ragazze che quando guardano i tuoi occhi neri si sentono svenire. Sento caldo. Tranquillo, basta poco per farmi ricordare che fa freddo. I miei capelli umidi. O le tue mani che non terranno più le mie. Mi sento veramente uno schifo ma, sono convinta di quello che sto facendo. Di quello che ti ho appena fatto. Se non l’hai ancora capito, ti sto lasciando da solo. Non mi avrai più accanto a te, quando ti sentirai male. Non mi sentirai ridere, quando ti verrà in mente una barzelletta. Non mi sentirai più dire “ ti amo ”, neanche nei tuoi pensieri. Ti Amo. Però me ne vado. Stanotte. Stanotte ho deciso di andarmene. Con la pioggia che mi ha resa di ghiaccio. Con la pioggia che ti farà piangere appena vedrai la mia sciarpa sul tavolo. Rincorrimi e cercami, amore! Dammi un'ultimo e unico disperato motivo per restare qui. Spero che tu apra la porta, con la mia sciarpa stretta nel pugno, e che tu sporga una mano fuori. A quel punto, ogni goccia di pioggia, come acido, ti farà bruciare la pelle. E anche tu sentirai freddo.
Mi alzo e mi stiro le gambe. Rannicchiarsi sotto la pioggia, con una mano su naso e bocca a piangere e respirare l’ultimo alito di limoni, non è la cosa più intelligente da fare. Riprendo a camminare. Cammino svelta tentando di centrare ogni pozza solo per vedere come lo splash dei miei tacchi rimbalza sui miei stivaletti di camoscio. Addio. Ti prego, sii arrabbiato con me. Odiami e non pensarmi mai più. Io, invece, ti penserò spesso. Sei stata l’unica luce nella mia vita. L’ultimo sballo, prima di tornare alla realtà. Ma adesso mi fanno male le gambe a furia di ballare. A forza di starti dietro mi fanno male anche le dita dei piedi. Mi fermo all’incrocio, qui al semaforo del passaggio pedonale. Manca poco alla mia macchina. Guardo l’orologio ed è già l’una. A quest’ ora starai già correndo sotto la pioggia alla ricerca di me. Purtroppo, amore, ho fatto troppa strada e prima che tu possa raggiungermi io sarò già svanita. In ogni caso è meglio affrettarsi. Non si sa mai. Tanto da qui non passa nessuno. Passo dopo passo, centro ogni striscia bianca fino a che una luce, veloce, non compare all’orizzonte. Sento ancora la tua musica in lontananza. Auguri amore. Buon natale amore. Felice anno nuovo amore. Buona pasqua amore. Congratulazioni per la tua laurea amore. Ti dico tutto adesso così, quando servirà ed io non ci sarò, non ne sentirai la mancanza.
Mi piace quella luce che veloce corre lungo la strada bagnata. La pioggia è tremenda in queste situazioni. Ti fa pensare alle cose più strane. Ti fa sperare nelle cose più strane. Vorrei un contatto. Un unico piccolo devastante contatto tra me e quella luce che diventa sempre più forte e sfolgorante. Così, per poter rimanere qui con te ancora un po’. Così, per farmi trovare da te distesa e ricoperta dal mio colore preferito.
Supero il passaggio pedonale e, centrando l’ultima pozza, svolto per dirigermi lì dove finisce tutto. Ho parcheggiato dietro l’angolo. Ha quasi smesso di piovere. Sblocco l’antifurto che, come al solito mi regala il suo allegro bip*. Apro la portiera ed entro in macchina. Mi distendo solo per un secondo poi, come per rincorrere il tempo che ho lasciato stupidamente fuggire, chiudo la portiera con un tonfo.
Amore ora, mentre giro la chiave ed il motore si accende. Ora, mentre parte il riscaldamento e mi si appannano gli occhi ed i finestrini. Amore, ora mentre faccio manovra e definitivamente ( tra noi ) finisce tutto. Ora e solo ora, posso dire di averti amato con tutto il mio cuore. Amore, ora che mene vado so che t’amerò per tutta la vita. Frizione, acceleratore e via. October 20 Futuro distorto, ma neanche troppo.Spesso, ti dicono che pensare al futuro è la cosa migiore.
Altrettanto spesso non capiscono che pensare al futuro fa male al cuore.
Soprattutto, se stai sperando in nun futuro triste.
Non è normale, mi dico sempre. Non posso sperare in cose così, non è normale.
Di solito la gente pensa a come si costruirà una famiglia, al volto dei suoi figli, a come arrederà la casa, al lavoro dei suoi sogni....
Io, invece, voglio solo rimanere da sola.
Sai cos'è la solitudine? Sai cosa sono otto anni di progetti andati in fumo?
Sai cosa sono le emozioni futili che provo?
Si, si, sono futili.
Non si può guardare con ammirazione chi non si conosce.
Non si può amare senza cadere in un ciclo che ti fa perdere i sensi.
Non si può sobbalzare, per il calore di una mano che ti sfiora appena.
Vorrei solo non essere mai nata. Il non esistere mi avrebbe impedito di pensare, vero?
Questo mi conforta. So che una possibilità di scelta l'ho avuta ma, per qualche stupida ragione, l'ho gettatta via scegliendo di vivere.
Morire non sarebbe la stessa cosa. Potrei rimanere incastrata qui, oppure potrei reincarnarmi. O peggio potrei vivere in eterno.
A quel punto, non dipenderebbe più da me.
Ma io voglio avere pieno possesso di me. del mio corpo, dei miei pensieri.
Insomma, morire non è quello che cerco. Spero tu l'abbia capito. Quindi, spero tu la smetta con tutte le tue stupide congetture sul mio "probabile suicidio".
Non avverrà! Anche se mi costa restare viva, mi costerebbe ancor di più morire.
Magari non vuoi vedermi più?
Basterebbe che tu ti allontanassi solo di poco. Un altro passo e poi, ci penserei io a non farti vedere più.
Giù, fin nelle viscere della terra.
Così, forse se sarò brava, avrò tutto il tempo per pensare.
Per stare da sola a farmi i cavoli miei.
Si, credo che farò così. Grazie per il consiglio.
Un futuro triste in cui essere odiata e conpatita dagli altri era proprio quello che desideravo.
Grazie, eh.
Vorrei avere ancora quelle frasi che mi scrivevi
per poter pensare, ancor più forte
al modo migliore per allontanarmi da te.
Alla fine, credo che andrò comunque a vederre
Shinjuku.
Un bacio, sempre tua ( ma proprio no ) Chan <3
October 12 Miyuko's song - (6)So che è per me.
So che non sei per me.
Ti giuro, non avrei mai immaginato poter arrivare a tanto. Mi sento così stupido.
In un attimo t'ho amata e, nello stesso attimo, t'ho persa.
So che non sei per me.
Continuo a ripetermelo come un disco rotto ma, non riesco a dimenticare.
Continuo ad amare l'ebrezza di quell'attimo. Continuo a respirare il fumo delle tue sigarette. Continuo a vedere i tuoi occhi azzurri che si perdono nel cielo.
Mi piace il cielo. Però mi piacciono di più i tuoi occhi.
Capisco che non mi vuoi. Sono un tipo pieno di problemi, io.
No, proprio non riesco a mangiare. Non mi piace, ti giuro. E poi, non ho neanche fame...
Però... No lascia stare.
Vorrei tanto vedere la neve. Ricordo che ridesti quando ti dissi che non l'avevo mai vista.
"Dove vivevo, nevicava tutti gli inverni. Era stupendamente bello." Rispondesti.
"E' così lontano?" Ti domandavo sempre io, mentre tu giocavi con i miei capelli.
"Forse nemmeno troppo. Però... Non viverci più è come essersi trasferiti su d'un altro pianeta."
E' un ricordo deframmentato, oppure era veramente così?
Bè, ricordo che la tua felicità non arrivava mai da me. Ed io, come uno scemo, che t'aspettavo ore e ore sotto la pioggia. In attesa del tuo stupido treno.
Ti amo. Tel'ho mai detto? No?
Forse perchè non te lo meriti.
Forse perchè non me lo merito.
Credo che tu abbia scelto per il meglio. E' lui quello per te.
Sapevo fin dall'inizio che non ero giusto per te.
Io ero troppo alto. I miei capelli erano troppo lunghi e troppo neri. I miei occhi troppo sottili, troppo scuri e troppo profondi. Avrebbero sicuramente mangiato i tuoi.
Io. Io sono troppo magro. Forse è per questo che t'ho persa?
Macchè! In realtà non t'ho mai avuta. Se non per un attimo, sopra le mie coperte che profumano di lavanda.
Che vuoi farci, adoro quel detersivo.
Mi ricorda te.
Mi ricorda la tua anima e il prato dove ci sdraiavamo a parlare.
Mi ricorda le sigarette che ti toglievo di bocca e che rompevo a metà.
Mi ricorda che il cuore mi batteva forte.
Mi fa sperare che il tuo ed il mio si fermino nello stesso istante, quando sarà il momento. Anche se non ti vedo da trent'anni.
Anche se ti rivedrò solo mano nella mano con lui.
Ti confido un segreto. Per me, lui non esiste.
Quando ti vedo tu, sei sola. Cammini stringendo nuvole. Cammini portando con te il fantasma delle le mie lacrime e dei miei sentimenti.
I sentimenti d'un attimo.
Credi sia sbagliato?
No? E' giusto?
E io che ne sò. Dopo tutto, è stato solo un attimo.
Everywhere I'm looking now
I'm surrounded by your embrace Baby I can see your halo You know you're my saving grace You're everything I need and more It's written all over your face Baby I can feel your halo Pray it won't fade away Odio sentirmi solo.
Non sò mai come comportarmi. Mi viene sempre da piangere. Molto maschile, vero?
Però adesso ho fame.
Senza di te ho più fame.
Senza di te mi sento diverso.
Mi sono anche tagliato i capelli. Non troppo, non fraintendermi.
Essere scambiato per una ragazza mi ha sempre fatto restare allegro. Adoro vedere le facce della gente quando mi giro e...
Bè, dovresti vederle tu.
Ieri, una ragazza dai capelli ricci e rossi, la pelle chiarissima e gli occhi verdi, una ragazza dalle mani sottili e curate mi ha chiesto di uscire.
Secondo te che dovrei fare?
Ancora non le ho detto niente. Ho paura.
Ho paura che mi riporti sul prato dove ci sdraiavamo a parlare.
Ho paura che fumi le tue stesse sigarette. Ho paura che non fumi affatto.
Avrei voglia i baciarla e di morderle dolcemente le labbra ma, ho paura di perdermi in un'altro attimo.
Ho paura che il suo attimo sia più grande del tuo, quando tu sei la cosa più grande che mi sia mai stata scaraventata contro.
Mi hai portato via dal buio, per farmi entrare in un buio ancora più denso e fitto.
Niente è come sentirsi mancare una parte di se. Niente è come sentire ancora addosso una parte di te.
Soprattutto il calore delle tue mani. Mi sento sfiorare ovunque.
Poi, basta un soffio anche lontanamente fresco e la magia scompare.
La mia pelle torna ruvida come prima.
Mi prendono i brividi.
Quando mi sento solo ho più fame.
Quando mi sento solo, stò come prima. A parte che sento la tua mancanza e che, forse, vedo meno buio.
La luce non è mai stata una cosa per noi, eh?
Preferivi dormire in classe, o nel mio letto piuttosto che nel tuo.
Preferivi coprirti con le mie lenzuola e chiudere persiane e tende piuttosto che far entrare il profumo di mimosa dall'albero davanti camera mia.
Preferivi chiudere gli occhi piuttosto che prendere il sole.
Ho voglia di tornare in spiaggia con te.
Ho voglia di vederti indossare il costume.
Ho voglia di sentire i tuoi capelli bagnati e la salsedine che mi si appiccica adosso.
Ho voglia di un frullato di frutta.
Però! Però non ho per niente voglia di camminare sulla sabbia.
Mi piace solo quella umida in battigia, sul lungomare.
Il frangionde della mia anima. Con le cuffie nelle orecchie e, olè. Ecco creata l'atmosfera perfetta.
Manca solo un bel tramonto. Manchi solo tu.
Sai, vorrei che quell'attimo fosse durato un po' di più.
Vorrei che fossi ancora qui, a raggomitolarti nelle mie coperte che profumano di lavanda.
Ora, colleziono pacchetti di sigarette.
I can feel your halo halo halo
I can see your halo halo halo I can feel your halo halo halo I can see your halo halo halo So che è per me quel "Stà lontano da me" scritto a caratteri cubitali sul muro.
So che è per me ma, non riesco a smettere di sorridere.
Non riesco a smettere di pensare a quel povero scemo che è stato preso a pesci in faccia pubblicamente.
Quel povero scemo sono io.
Lo sapevo. Lo sapevo che sono troppo magro.
Io sono troppo alto. I miei capelli sono ancora troppo lunghi e troppo neri. I miei occhi troppo sottili, troppo scuri e troppo profondi.
Ancora una volta, ho rischiato di mangiarmi i tuoi di occhi.
So che t'ho persa. So che non ti rivedrò neanche fra trent'anni. Neanche mano nella mano con lui.
So che sono io quel povero scemo. Eppure non riesco a smettere di sorridere.
Eppure mi piace come sono ora.
Eppure mi piace come mi ricordo di te, mi piace come mi sento triste quando penso a te.
Mi piacciono i frullati di frutta. E anche i biscotti al cioccolato ripieni di pere.
Eppure, ora mi piace come sono senza te.
Ti ringrazio. M'hai fatto venir fame.
M'hai fatto venir voglia di sorridere. Anche se, nelle lenzuola, mici rigiro da solo.
Un bacio?
No.
I swore I'd never fall again
But this don't even feel like falling Gravity can't forget To pull me back to the ground again Feels like I've been awakened Every rule I had you breakin' The risk that I'm takin' I'm never gonna shut you out Everywhere I'm looking now I'm surrounded by your embrace Baby I can see your halo You know you're my saving grace You're everything I need and more It's written all over your face Baby I can feel your halo Pray it won't fade away I can feel your halo halo halo I can see your halo halo halo I can feel your halo halo halo I can see your halo halo halo
Halo. October 06 Miyuko's song - (5)Ricordo ancora il sapore dei tuoi baci.
Mi manchi, Hea-chan.
Ricordo anche il profumo dei tuoi capelli. Spesso, credo di sentirlo nel vento.
Quando ci penso, quando questa sensazione mi prende e sale sale sale, chiudo gli occhi prima che sia troppo tardi.
Non voglio piangere. Non voglio ricordarmi che, per me, tu c'eri sempre.
Mi sento così solo, Hea-chan. Niente è più come prima.
Cammino per strada e vedo solo fantasmi. Persone che vivono, parlano, ridono....
Ed io no, non le sento affatto. Continuo a camminare e l'aria è pesante come nebbia. Non posso pensare che, per me, tu c'eri sempre.
E ora non ci sei più! Dove sei? Cosa fai?
Amore mio, non resisto senza te. Non ho un senso, Hea- chan. Senza te non ho più senso.
Niente ha più un senso da quando tu...
Sei una parte di me! Ti sei portata via una parte di me! Perchè mi hai lasciato solo?
Sono solo, nella nebbia non ti vedo e mi sento soffocare.
Ma io non t'ho scritto per urlarti contro, amore mio.
Sono stanco. Tanto stanco...
Sono stanco di vivere una vita accecata dalla solitudine.
Sono stanco di tornare a casa e tu non ci sei.
Tutto sa di te. Non posso credere che te ne sei andata!
Le coperte! Te le ricordi le coperte? Le abbiamo scelte insieme.
E il divano? Ricordi quando mi sei saltata in collo e l'abbiamo rotto?
Quella volta le tue risate riempirono la casa. Ridevi così tanto che ebbi l'impressione che le finestre sarebbero esplose da un momento all'altro.
Dio, quanto mi mancano le tue risate.
Da quel giorno, sai, non sono più uscite da questa casa. E neppure dalle mie orecchie.
Ho rischiato un paio di volte di farmi investire, sai?
Ero sovrappensiero. E gli automobilisti, spaventati, scendevano dalle loro auto per imprecarmi contro.
Non ho mai ascoltato nessuno dei loro insulti.
Nella mia testa li pregavo di prendere meglio la mira, la prossima volta.
Continuavo a ripetermi che la prossima volta ti avrei raggiunta.
Ma tu non hai voluto! Mi hai lasciato solo! Te ne sei andata e non vuoi che ti raggiunga!
Sei una ragazzza egoista, Hea-chan.
Ma, anch'io sono una parte di te! Ti ricordi di me?
Ti amo Hea-chan. Non riesco più a vivere senza te.
Ti desidero, con tutte le mie forze.
Ricordo anche che i tuoi capelli profumavano di miele.
I tuoi baci, Hea-chan. Non posso dimenticarmi dei tuoi baci.
Sapevi di ciocolata, Hea-chan. Mi sono sempre chiesto se ne mangiavi un pezzettino ogni volta, prima d'incontrarci.
Non sono libero, Hea-chan. Dicono che, quando le anime dei defunti raggiungono il loro posto, i loro cari si sentano sollevati e fieri.
Fieri di cosa, Hea-chan? Fieri d'averti lasciata morire?
Con chi eri, quella sera? Chi! Chi... CHI!
Non lo perdonerò mai, Hea-chan.
Tu, no, tu non devi preoccuparti per me. Io vivrò per il tuo ricordo. Vivrò per ricordarmi del nostro amore.
Vivrò per noi.
E poi, quando finalmente arriverà la mia ora, ti nraggiungerò.
Amore mio, aspettami.
21.12. 2002
"NOOOOOOOOOOO!" un urlo agghiacciante riempì la sala.
Le pareti bianche s'illuminarono. L'urlo riprese.
"BUGIARDO!"
Una ragazza in bianco s'avvicinò al piccolo, esile corpicino che in quegl'urli stava mettendo l'anima.
"Signorina... Signorina, si calmi, per piacere. Stà svegliando gli altri pazienti..." disse con voce sommessa, la ragazza.
"N-O-N-MI-TOC-CHI!". Il piccolo corpicino cominciò a respirare affannosamente, strinse a se le coperte bianche e pianse.
Il rumore della carta accartocciata si diffuse per tutta la stanza.
"S-sei un bugiardo.." ripetè. "Mel'avevi promesso...
Il pianto si trasformò in forti singhiozzi e, le parole, tornarono urli.
"Come hai potuto credere che fossi morta, eh?! Sei tu che m'hai lasciata sola! Stronzo! In realtà non m'amavi affatto!
Non m'avresti abbandonata così!"
Un respiro profondo. Uno scatto e, il piccolo corpicino s'alzò. Senza smettere di stringerea se le coperte bianche.
"Cazzo, io sono qui! SONO QUI! Mi senti? Sono io, la tua Hea-chan! Sono qui, cristo, svegliati! Non lasciarmi sola..."
Il corpo di Hea ricadde sulla sedia, come s'avesse finito ogni birciolo d'energia in se.
Appoggiò piano la testa sul letto, accanto alle sue mani, senza smettere di stringere a se le coperte bianche.
"Io, t'ho aspettato. E," respiro " certo che mi ricordo. Ricordo ogni singolo momento con te...
Ma IO sono qui... Ruuki, amore mio... Svegliati... Non... Abbandonarmi..."
Ti prego, non ancora...
Hea chiuse dolcemente gli occhi e, mentre s'addormentava, le sue lacrime bagnarono le coperte bianche del letto.
*Bip.
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